Ti immagini? noi due lì davanti a quelle foto e tu che ti avvicini. Sento il tuo odore di questa estate. La tua spalla contro la mia, prima piano –e non so dire quando sia cominciato. Il respiro ci avvicina, ci preme uno contro l’altra. Ti immagini? Io che dico ti prego, no, quando capisco. Non vedo più ciò che gli occhi mi mandano. Il mondo diventa una scenografia neutrale, non avvertita. Non vorrei girarmi o sentirti che mi sfiori, come mi è successo già una volta e per davvero. Ti avrei messo alla fine una mano intorno alla vita e ti avrei premuto a me. Piove e mi strugge il calore della tua lingua.
Ma fuori poi non piove più. Gli alberi si arrossano e parliamo del più e del meno. Hai sonno?
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